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ApprofondimentiPerché l'AI consuma acqua ed energia? Per raffreddare i data center
A cura della redazione di FAIND · Aggiornato il 20 ottobre 2026
In breve: l'intelligenza artificiale (AI o IA) gira in enormi edifici pieni di computer, i data center. Quei computer consumano molta elettricità e si scaldano, e per raffreddarli si usa acqua, che in parte evapora. Altra acqua la consumano le centrali che producono l'energia.
In breve
- L'AI gira in data center che consumano molta elettricità.
- L'acqua serve a raffreddare i computer, direttamente o tramite le centrali elettriche.
- L'impatto dipende da quale energia alimenta gli impianti.
Perché l'intelligenza artificiale consuma energia elettrica
Ogni risposta di un chatbot è il risultato di miliardi di calcoli eseguiti da processori molto potenti, le GPU, ospitati in data center. L'energia serve in due momenti: l'addestramento dei modelli, che dura settimane, e l'uso quotidiano, che consuma meno per singola richiesta ma si ripete miliardi di volte.
Quanto consuma
Secondo l'Agenzia internazionale dell'energia (IEA), nel 2024 i data center di tutto il mondo hanno consumato circa 415 terawattora, l'1,5% dell'elettricità mondiale: più di quanto consuma l'Italia in un anno. Entro il 2030 potrebbero arrivare a circa 945 terawattora, poco più dell'intero consumo attuale del Giappone, e la spinta principale viene dall'AI. Quanto pesi una singola richiesta dipende invece dal modello e da come si misura: i numeri che circolano vanno sempre letti con la fonte accanto.
| Anno | Consumo | Quota sul totale mondiale |
|---|---|---|
| 2024 | circa 415 TWh | circa 1,5% |
| 2030 (previsione) | circa 945 TWh | quasi 3% |
Perché l'AI consuma acqua
I computer producono calore e vanno raffreddati. Molti impianti usano sistemi ad acqua, parte della quale evapora. Altra acqua viene consumata indirettamente, dalle centrali che producono l'elettricità. La quantità cambia molto con il clima del luogo e la tecnologia: per questo i nuovi data center sono spesso contestati dove l'acqua scarseggia.
L'acqua usata dall'AI dove finisce
Non tutta va persa. Una parte dell'acqua prelevata dai data center torna, più calda, a fiumi e reti; la parte che evapora nelle torri di raffreddamento invece è consumata davvero, e pesa di più dove l'acqua scarseggia. Per questo i rapporti delle aziende distinguono tra acqua prelevata e acqua consumata: quando leggi un numero, controlla quale dei due è. Alcuni impianti nuovi usano circuiti chiusi o raffreddamento ad aria, che consumano molta meno acqua ma più elettricità.
Quanta acqua consuma una domanda a ChatGPT o Gemini
Poca, ma non zero. Secondo Google (agosto 2025) una richiesta tipica di testo a Gemini consuma circa 0,26 millilitri d'acqua, cinque gocce, e 0,24 wattora di elettricità. Secondo Sam Altman (giugno 2025) una domanda media a ChatGPT usa circa 0,3 millilitri e 0,34 wattora, ma OpenAI non ha spiegato come li ha calcolati. Uno studio dell'Università della California a Riverside (2023) stimava invece circa mezzo litro ogni 10-50 risposte del vecchio GPT-3, contando anche l'acqua delle centrali elettriche. I numeri sono così diversi perché cambiano modello, data center e cosa si conta. L'AI spreca acqua? La singola domanda no; il problema è la somma di miliardi di domande, concentrata in pochi luoghi.
| Chi lo dice | Acqua | Elettricità | Cosa conta |
|---|---|---|---|
| Google, Gemini (agosto 2025) | 0,26 ml | 0,24 Wh | Richiesta di testo tipica, dato dell'azienda |
| OpenAI, ChatGPT (giugno 2025) | circa 0,3 ml | 0,34 Wh | Media dichiarata, metodo non pubblicato |
| Università della California, GPT-3 (2023) | circa 0,5 litri ogni 10-50 risposte | non indicata | Stima indipendente, conta anche l'acqua delle centrali |
Testo, immagini e video non consumano allo stesso modo
Una risposta di testo è l'uso più leggero. Generare un'immagine richiede molti più calcoli: in uno studio di Hugging Face e Carnegie Mellon (2023) i modelli che creano immagini consumavano in media decine di volte più energia di quelli che classificano o scrivono testo. I video, fatti di molte immagini in sequenza, pesano ancora di più. Anche il tipo di modello conta: i modelli "che ragionano" passo per passo producono molto più testo nascosto prima di rispondere, e quindi consumano di più per ogni domanda.
Come leggere un numero sul consumo dell'AI
Quando incontri una cifra su acqua o energia, cinque domande evitano i fraintendimenti. È acqua prelevata o consumata? Riguarda una singola richiesta o il totale di un anno? Include solo l'uso quotidiano o anche l'addestramento? Conta anche l'acqua delle centrali elettriche, oppure solo quella del data center? Viene dall'azienda che vende il servizio o da un'analisi indipendente? Due numeri che sembrano in contrasto spesso rispondono a domande diverse, ed è il motivo per cui le stime citate sopra differiscono di molto.
Perché il problema è soprattutto locale
Il consumo mondiale di acqua dell'AI è piccolo rispetto ad agricoltura e industria, ma un singolo data center può pesare molto su una città o una valle con poca acqua. Contano quindi dove viene costruito, che tipo di raffreddamento usa e se l'acqua è potabile o riciclata. È anche per questo che nuovi impianti e nuovi accordi con i comuni finiscono spesso tra le notizie: la discussione riguarda risorse condivise da chi vive vicino.
Cosa puoi fare tu
Le scelte del singolo pesano poco rispetto a quelle delle aziende, ma qualcosa si può fare: usare un modello piccolo o veloce per le domande semplici, scrivere una richiesta chiara invece di rigenerare dieci volte la risposta, non creare immagini e video solo per curiosità. E soprattutto informarsi su dove e con quale energia vengono costruiti i nuovi data center, che è dove si decide davvero l'impatto.
L'AI inquina?
Dipende dall'energia che la alimenta. Un data center collegato a fonti rinnovabili ha un impatto molto diverso da uno alimentato a gas o carbone. Le grandi aziende stanno firmando contratti per solare, eolico e nucleare, ma hanno anche riconosciuto che l'AI rende più difficile rispettare i propri obiettivi sulle emissioni.
Il ruolo dell'AI nel risparmio energetico
La stessa tecnologia viene usata per prevedere la produzione di sole e vento, bilanciare le reti elettriche e ridurre gli sprechi in edifici e fabbriche. Se il bilancio finale sarà positivo non è ancora deciso. FAIND segue il tema ogni giorno nella pagina AI, clima e ambiente.
Domande frequenti
Perché l'intelligenza artificiale consuma acqua?
Perché i computer dei data center producono calore e molti impianti li raffreddano con acqua. Altra acqua è usata dalle centrali che generano l'elettricità.
Quanta acqua consuma una domanda all'AI?
Secondo i dati delle aziende, tra 0,26 e 0,3 millilitri per una richiesta di testo, cioè poche gocce. Stime indipendenti più vecchie arrivavano a mezzo litro ogni 10-50 risposte, contando anche l'acqua delle centrali.
Usare ChatGPT inquina?
Ogni richiesta consuma poca energia, ma moltiplicata per miliardi di utilizzi diventa rilevante. L'impatto dipende dall'efficienza del data center e dalla fonte di energia.
L'AI spreca acqua?
La singola domanda no: consuma poche gocce. Il problema è la somma di miliardi di richieste, concentrata in pochi data center, a volte in zone dove l'acqua scarseggia.
Perché l'IA consuma così tanta acqua?
Perché i data center lavorano giorno e notte e il calore va smaltito di continuo: molti impianti usano torri di raffreddamento in cui l'acqua evapora. Più cresce l'uso dell'AI, più crescono calcoli, calore e acqua.
Quanta energia consuma l'AI nel mondo?
Secondo l'IEA tutti i data center del mondo hanno consumato circa 415 terawattora nel 2024, l'1,5% dell'elettricità mondiale, e potrebbero superare i 900 terawattora entro il 2030 soprattutto per l'AI.
Generare immagini consuma più del testo?
Sì, molto di più: creare un'immagine richiede decine di volte l'energia di una risposta di testo, e i video ancora di più.
Fonti
- Agenzia internazionale dell'energia (IEA), "Energy and AI" (2025)
- Google, studio sull'impatto ambientale di Gemini (agosto 2025)
- Sam Altman, "The Gentle Singularity" (giugno 2025)
- Li e altri, "Making AI Less Thirsty", Università della California a Riverside (2023)
- Luccioni, Jernite e Strubell, "Power Hungry Processing", Hugging Face e Carnegie Mellon (2023)
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